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Prima di presentare in maniera dettagliata cosa sono i prestiti cambializzati per liberi professionisti e autonomi, è necessario a nostro giudizio fare una doverosa premessa circa il mercato del lavoro odierno e dei cambiamenti verificatisi da qualche anno a questa parte.

Allo stato attuale delle cose, le prestazioni e i contratti di lavoro, così come le modalità di impiego, sono andate incontro ad un radicale cambiamento rispetto ad anni addietro. Non tutti i lavoratori, infatti, possono contare sul lusso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, dove è previsto il reddito fisso.

I liberi professionisti così come i lavoratori autonomi, in Italia, hanno di sicuro maggiori difficoltà nell’ottenimento di un prestito. Il motivo, inutile negarlo, è molto semplice: banche, istituti di credito e agenzie finanziarie non sono propense ad esporsi al rischio. Tuttavia, le opportunità non mancano di certo. Pertanto, ecco tutto ciò che occorre sapere sui prestiti cambializzati per liberi professionisti e autonomi.

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Prestiti cambializzati per liberi professionisti e autonomi: lo scenario attuale in fase di richiesta del finanziamento

Si verifica con sempre maggiore frequenza che liberi professionisti e lavoratori autonomi si vedano precluso l’accesso ai servizi di credito per via della mancanza di certezza relativa alla loro condizione economico-finanziaria, reputata dagli istituti di credito inadeguata per poter fronteggiare al saldo del debito, a cui vanno aggiunti gli interessi.

In qualità di libero professionista o di lavoratore autonomo che svolge una professione di successo, puoi avere sempre e comunque la necessità di richiedere un prestito, magari per coronare un sogno, per realizzare un progetto, per acquistare un immobile o per ristrutturare quello in cui vivi o ancora per affrontare una spesa imprevista, di tipo legale oppure sanitario.

Nel momento in cui un istituto di credito ti ha negato il finanziamento, il prestito cambializzato rappresenta per te la soluzione più pratica. Il motivo? Trattasi di una soluzione interessante in termini di finanziamento verso cui le banche, gli istituti di credito e le agenzie finanziarie si dimostrano decisamente più propense. Generalmente questa soluzione è adatta per piccoli prestiti veloci.

Chi sono i liberi professionisti e i lavoratori autonomi?

I possessori di un’attività associata con Partita IVA, liberi professionisti, ditte individuali, consulenti esterni, artigiani, freelance, commercianti e lavoratori atipici. Denominatore comune? L’assenza di busta paga e di reddito certo a fine mese.

Costoro non possono contare su entrate sicure a livello mensile, in quanto non hanno busta paga. Indi, tanto per dirne una, la Cessione del Quinto, forma di prestito erogata appannaggio di lavoratori dipendenti presso imprese pubbliche e private, assunti con contratto a tempo indeterminato, o ancora dei pensionati, non può essere sfruttata dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti.

L’importanza dell’anzianità lavorativa come requisito per l’ottenimento di un prestito cambializzato a favore di liberi professionisti e autonomi

Una banca o un’agenzia finanziaria, quando devono decidere se erogare un prestito o meno, tendono a tenere conto della stabilità della situazione lavorativa, dello stipendio mensile e dell’anzianità lavorativa.

In riferimento al primo aspetto, la situazione dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi non è ottimale, perché le entrate non sono certe. In riferimento al secondo aspetto, le entrate dipendono dal tipo di attività: vi sono lavoratori atipici e freelance che guadagnano poco, ma anche commercianti e artigiani che hanno lauti stipendi.

In relazione al terzo punto, vale a dire l’anzianità lavorativa, urge fare un distinguo: l’ente di credito può valutarla positivamente, se l’attività è da anni solida e profittevole. In questo caso, le possibilità di ottenimento del finanziamento risulteranno senza ombra di dubbio superiori rispetto a quella di un’attività commerciale avviata da poco tempo.

Tirando le somme, quindi, qualora l’anzianità lavorativa fosse inferiore ai 24 mesi, difficilmente verrà erogato il prestito. In uno scenario come questo, è scelta saggia rivolgersi ad un istituto di credito che eroghi l’importo richiesto mediante il prestito cambializzato.

Prestiti cambializzati: cosa sono?

Come indica il nome, trattasi di una formula di prestito, incentrato sul pagamento con le cambiali. Come tipo di finanziamento, vale la pena precisare il fatto che, a livello generale, i prestiti cambializzati in Italia rientrano tra le soluzioni maggiormente di moda. Sempre a livello generale, la suddetta tipologia di prestito risulta inquadrata nella categoria dei prestiti non finalizzati, contraddistinta dal fatto che non è necessario specificare la motivazione effettiva per cui viene effettuata la domanda di finanziamento.

I prestiti cambializzati, specie per i libero professionisti e per i lavoratori autonomi, in caso di esito positivo, si caratterizzano per la velocità. In genere, dopo le opportune verifiche, l’importo richiesto viene erogato sul conto bancario di riferimento entro appena 48 ore. La cosa è assai positiva, specie se sei alla ricerca di liquidità extra in tempi immediati.

Per i liberi professionisti, così come per i lavoratori autonomi, i prestiti cambializzati rappresentano la soluzione più veloce per ottenere liquidità aggiuntiva. Magari a fronte di una diffida di una banca o di una condizione di carenza di liquidità, questa tipologia di finanziamento va davvero per la maggiore.

La cambiale: che tipo di titolo è?

Prestiti cambializzati per liberi professionisti e autonomi

Esempio di cambiale

La cambiale, d’altronde, è un titolo di natura esecutiva che permette all’istituto di credito di poter sempre e comunque ritornare in possesso del denaro erogato. Le garanzie, infatti, vengono messe sempre nero su bianco nel contratto di riferimento. Qualora il debitore fosse impossibilitato a saldare il suo debito, l’ente di credito non rischia nulla, in quanto potrà pignorare in qualsiasi momento i beni in possesso del libero professionista o del lavoratore autonomo insolvente.

Prestito cambializzato: requisiti minimi per i liberi professionisti e per i lavoratori autonomi

La dichiarazione dei redditi e i documenti in grado di certificare la solidità dell’attività o della professione svolta costituiscono i due requisiti minimi per i liberi professionisti e per i lavoratori autonomi alla ricerca di un prestito cambializzato. Solo in questo modo, in qualità di richiedenti, potranno stipulare un contratto di finanziamento con l’ente di credito scelto.

Garanzie addizionali

Tra le ulteriori garanzie richieste da banche, agenzie finanziarie ed istituti di credito che, ricordiamo, non intendono per nulla esporsi al rischio, figurano i beni in possesso, gli immobili di proprietà e, se necessario, la figura del garante. Quest’ultimo, nel caso in cui il debitore non riuscisse a fronteggiare il pagamento delle rate mensili, dovrà farsi carico della situazione e, solo dopo, nell’eventualità, potrà rifarsi sul debitore originale.

Per concludere

Questo in sostanza è tutto ciò che occorre sapere in riferimento ai prestiti cambializzati per liberi professionisti e autonomi. Come già ribadito, l’assenza di requisiti minimi e indispensabili complica le cose per ciò che concerne l’ottenimento di un finanziamento. Tuttavia, le opportunità non mancano di certo. Puoi ottenere un prestito in pochi minuti compilando questo modulo.

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