Forma di prestito per lavoratori dipendenti

Forma di prestito per lavoratori dipendenti: pubblici, statali e privati

Cerchi una forma di prestito per lavoratori dipendenti? I prestiti per i dipendenti rientrano nel welfare aziendale, che negli ultimi anni ha ricevuto un impulso notevole da parte della legge dello Stato, anche grazie ad un regime contributivo e fiscale vantaggioso. In questo articolo ti spiegheremo cos’è e come funziona il prestito per lavoratori dipendenti e quali forme di finanziamento offrono le finanziarie.

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Prestito dipendenti. Cosa sono e come funzionano

Cos’è il prestito dipendenti

Il datore di lavoro può decidere di prestare denaro a collaboratori e dipendenti. Qualsiasi lavoratore con contratto a tempo indeterminato ha facoltà di chiedere un prestito, ma l’azienda non è obbligata a concederlo. Il prestito ai dipendente è inquadrato nella categoria dei Fringe Benefits, termine anglosassone che sta a indicare i benefici accessori; sono accessori in quanto si aggiungono alla retribuzione che normalmente i lavoratori dipendenti percepiscono dall’azienda. I Fringe Benefits possono comprendere:

  • prestiti in denaro;
  • buoni pasto;
  • auto aziendale;
  • servizi di istruzione e di educazione;
  • prodotti aziendali venduti a prezzi vantaggiosi.

Il prestito può essere richiesto dai dipendenti di ogni tipo di azienda; tuttavia, sebbene questa formula sia più diffusa in grosse realtà imprenditoriali, nulla vieta che anche un piccolo imprenditore possa concedere un finanziamento alle sue risorse aziendali.

Si tratta, dunque, di un prestito a tasso ridotto che può entrare a far parte del pacchetto contributivo che il datore di lavoro inserisce nel contratto di lavoro; grazie a questo fringe benefit, si intende concedere al dipendente la possibilità di accedere al credito a condizioni vantaggiose, rispetto a quelle normalmente in vigore sul mercato.

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Prestito con cessione del quinto dello stipendio online per lavoratori dipendenti

Oggi, tra le forme di prestito per lavoratori dipendenti, è possibile fare richiesta di prestito online alle diverse finanziarie che si sono digitalizzate. In questo modo si ottiene il preventivo e la consulenza gratuita da più istituti di credito, si può fare il confronto e scegliere la soluzione più conveniente senza perdere tempo a girare per banche.

Come funziona il prestito dal datore di lavoro ai dipendenti

Il datore di lavoro, a differenza di quanto accade, per esempio, con il contratto di cessione del quinto dello stipendio, può rifiutarsi di concedere il prestito, dunque serve il suo assenso per poterlo ottenere. Ma che natura ha il prestito dipendenti? Tecnicamente si tratta di un prestito personale finalizzato: del prestito finalizzato ha la medesima motivazione: infatti per ottenere la somma richiesta il lavoratore dipendente deve indicare l’utilizzo che intende farne; per tale ragione il prestito dipendenti assomiglia al prestito finalizzato, in quanto è vincolato a un acquisto indicato nel contratto.

Il denaro che serve a concedere il prestito può arrivare dai fondi dell’azienda; un’altra possibilità è che il datore di lavoro stipuli una o più convenzioni con un istituto di credito, incaricandosi di versare la quota relativa agli interessi.

Tassi d’interesse

Per quanto riguarda i tassi d’interesse sulla somma prestata, possono verificarsi diverse ipotesi. Il datore di lavoro potrebbe offrire un prestito con gli stessi tassi d’interesse applicati dalle banche: al dipendente potrebbe convenire, nel caso in cui avesse difficoltà ad accedere al credito presso altri istituti di credito; se il tasso applicato dall’azienda, al prestito, fosse agevolato, in tal caso il lavoratore avrebbe tutto l’interesse ad ottenere il prestito dall’azienda per cui lavora; sarebbe più conveniente, ad esempio, della stessa cessione del quinto dello stipendio.

L’ultima ipotesi è quella del prestito a tasso zero: si tratta di una prospettiva conveniente, sia dal punto di vista contributivo sia fiscale; il T.U.I.R., acronimo di Testo Unico delle Imposte sui Redditi, ha disposto che la tassazione sul prestito dipendenti sia più vantaggiosa rispetto a quella su altri finanziamenti, almeno dal punto di vista fiscale.

Il Testo prevede che si paghi il 50% sulla differenza. Un esempio: se il tasso di mercato di un determinato prestito è al 3% e il datore di lavoro eroga la stessa somma, con un tasso pari all’1%, l’azienda dovrà pagare il 50% della differenza esistente tra il tasso del 3% e il tasso effettivamente concesso (quello all’1%): la differenza tra i due tassi è pari al 2%, il 50% del 2% è l’1%, dunque l’azienda pagherà un imposta pari all’1%.

Inoltre, l’azienda è obbligata a registrare contabilmente, in partita doppia, tutti i movimenti finanziari all’interno dell’attività aziendale, anche quando viene concesso un prestito ad un dipendente.

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Come ottenere un prestito dall’azienda per dipendenti privati

L’erogazione di un prestito dipendenti prevede che siano rispettate alcune procedure. È necessario

  • definire le condizioni del prestito;
  • procedere alla compilazione dei moduli con cui il dipendente può chiedere il prestito;
  • che l’azienda accolga la richiesta del lavoratore;
  • che il prestito venga gestito nel corso del rapporto di lavoro;
  • assicurarsi che la pratica si chiuda quando il prestito si estingue o quando cessa il rapporto di lavoro.

Al di là delle condizioni elencate, ottenere un prestito dipendenti non è complicato. Le aziende solitamente hanno già un modulo con cui il dipendente può inoltrare la richiesta; il modulo è personalizzato e reca il logo aziendale. Inoltre, alcune informazioni devono essere sempre presenti, quando si compila il form:

  • i dati relativi al contratto in essere tra datore di lavoro e dipendente;
  • l’importo del prestito richiesto;
  • il piano di ammortamento: si tratta del periodo di rimborso indicato in anni e il numero delle rate mensili;
  • i motivi per cui si chiede il prestito;
  • la modalità di erogazione.

L’informazione che potrebbe non essere contenuta all’interno del modulo è l’ammontare del tasso d’interesse applicato: sarà fornita dall’azienda all’interno della lettera con cui informerà il dipendente dell’accoglimento della sua richiesta.

Il dipendente, che abbia tutti i requisiti per ottenere la concessione del prestito, deve dunque compilare il modulo e inoltrarlo all’azienda; oltre al modulo dovrà allegare lo schema di mutuo preparato dall’istituto di credito prescelto, oltre a un preventivo di mutuo con tutte le informazioni necessarie alla predisposizione del piano di rimborso.

Una volta conclusa la fase di istruttoria, da parte dell’azienda, il dipendente otterrà una risposta. Nel caso di accoglimento della richiesta, il datore di lavoro si metterà in contatto con l’istituto di credito (potrebbe essere una banca convenzionata con l’azienda) per l’invio dell’informativa relativa all’erogazione del contributo. Dopo aver stipulato il contratto, il lavoratore dipendente consegnerà al datore di lavoro il piano di rimborso definitivo, oltre al riferimento del conto corrente. L’azienda provvederà immediatamente a disporre un bonifico sul conto corrente indicato.

Prestito Inps Inpdap per dipendenti pubblici

Fino a questo momento si è parlato di prestiti a dipendenti privati. Tuttavia esiste anche per i dipendenti pubblici e statali la possibilità di accedere al credito, attraverso la propria azienda. I dipendenti statali e quelli pubblici, come gli insegnanti e i docenti, hanno spesso usufruito di agevolazioni sui prestiti, in virtù della loro posizione lavorativa. Tra le categorie agevolate ci sono:

  • i pensionati e i dipendenti che sono iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici;
  • gli iscritti al Fondo Credito;
  • i lavoratori dipendenti di Poste Italiane;
  • gli iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale.

Le categorie indicate possono richiedere e ottenere finanziamenti a tasso agevolato: possono ottenere piccoli prestiti se sono dipendenti Inps o Inpdap; oppure hanno la possibilità di accedere a un prestito pluriennale, sempre per dipendenti Inps o Inpdap, se vantano almeno 4 anni di anzianità sul lavoro. Le domande per ottenere il prestito dipendenti pubblici devono essere inoltrate all’Inps.

Si è visto come oggi, grazie alla Legge di Bilancio del 2016, sia possibile ottenere un prestito, se si è dipendenti sia pubblici che privati. Si tratta di una formula ideale per quanti hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato e vogliano accedere al credito con tassi di interesse agevolati.

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